Scegli le chiusure a vite in alluminio e save the wines

Il nettare degli dei

 

La decorazione di una tomba tebana della XVII dinastia (1552 – 1306 a.C.) riproduce un vero e proprio “film”. La sequenza rappresenta due contadini che colgono grappoli d’uva, altri quattro lavoranti procedono alla pigiatura delle uve in un grande tino ed un loro compagno, chino sotto le cannelle, raccoglie nei recipienti il mosto appena spremuto. In alto si nota una ordinata fila di anfore nelle quali, una volta completata la fermentazione, viene risposto il vino.

 

Una testimonianza certa delle origini antichissime della bevanda che, in epoca successiva, gli antichi greci chiamavano il nettare degli dei. Ma la storia del vino inizia ancora prima e si perde nelle leggende: l’uva sarebbe addirittura il vero frutto proibito mangiato da Adamo ed Eva, mentre l’inventore del vino sarebbe Noè che mise la vite in salvo sull’Arca.

 

Altri sostengono che la prima vite è nata in India per diffondersi prima in Asia e poi nel Mediterraneo a partire dal terzo millennio avanti Cristo.

 

Nel mondo Greco il vino è legato al nome di Dioniso che per primo piantò la vite, inebriandosi dell’ “umòr che da essa cola”, diventando la divinità “ufficiale” della corroborante bevanda.

 

A Roma il vino vive momenti di splendore: Plinio parla di ben ottanta qualità di vino. Il più apprezzato era il Falerno, ma Orazio canta anche il Caleno e il Cecubo, prodotto presso Fondi, e Marziale l’Albano, tutti sotto la protezione del dio Bacco.

I romani erano a conoscenza delle proprietà battericida del vino e come consuetudine lo portavano nelle loro campagne come bevanda dei legionari.

 

Dopo la pausa “oscurantista” dovuta alla nascita del Cristianesimo, che considerava inizialmente il vino un piacere effimero nonostante abbia un ruolo rituale fondamentale, e alla diffusione dell’Islamismo, che proibì la coltivazione della vite, la cultura del vino rifiorì nel Rinascimento, per arrivare al diciannovesimo secolo quando del vino iniziò a interessarsi anche la scienza.

 

Nel 1866 Louis Pasteur nel suo scritto Etudes sur le vin afferma “il vino è la più salutare ed igienica di tutte le bevande”.

 

Fonti

http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/sezioni/origini/articoli/vino.html

http://web.tiscali.it/baccodivino/Web/lastoriadelvino.htm

http://www.sottocoperta.net/cucina/enologia/art08.htm

Vino e acqua di mare

Durante l’impero romano l’abitudine di aggiungere acqua di mare – o acqua normale salata – al vino era una pratica consueta per rendere il vino più leggero ed evitare i postumi di una sbornia. Un’altra pratica comune era quella di esporre il vino a fumo e calore e riporlo in luoghi chiamati ‘apotheca’ e ‘fumarium’. A seconda della stagione si beveva vino caldo o raffreddato con la neve, e veniva addolcito con miele e aromi allo zafferano, legno di cedro, viole del pensiero e rose.

Un brindisi all’amore

Gli antichi romani usavano brindare alla donna che amavano bevendo tanti bicchieri di vino di fila tante erano le lettere del nome della loro amata. Martial disse: “Sette calici a Giustina, a Levina sei ne bevi, quattro a Lida, cinque a Licia, a Ida tre. Col Falerno che versai numerai ogni amica, vien nessuna; dunque, o Sonno, vieni a me”. 

Vino e poesia

Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone,

e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare,

e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere.

Homer

 

Il bronzo è lo specchio del volto,

il vino quello della mente.

Aeschylus (525 a.C. – 456 a.C.)

 

La pianta della vite

La vite (dal latino “vite”, derivato dall’indoeuropeo viere = curvare, intrecciare) è un arbusto rampicante, diffuso in vaste aree del nostro pianeta comprese tra il 20° e 50° grado di latitudine Nord e il 20° e 40° di latitudine Sud.

 

E’ una pianta molto resistente, in grado di resistere fino a 15°C sotto zero in inverno, ma che predilige temperature comprese fra 8° e 13°C per il germogliamento, fra 16 e 20°C per la fioritura e fra 18°C e 23°C per la maturazione.

Predilige i terreni calcari, preferibilmente ben drenati, e una buona esposizione al sole. Teme le avversità atmosferiche soprattutto la grandine e le gelate nel periodo della fioritura in quanto distruggono le gemme e i fiori impedendo la formazione dei frutti e danneggiando talvolta anche il raccolto dell’anno successivo.

 

Tra le diverse specie, la vite più coltivata per la produzione del vino è la vite europea o vitis vinifera.

Fonti

http://www.biologiavegetale.unina.it/delpinoa_files/44_39-51.pdf

http://web.tiscali.it/baccodivino/Web/lastoriadelvino.htm

http://www.vivaioenotria.it/home1.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Vitis_vinifera

I vitigni e l’uva

La vite viene coltivata in centinaia di varietà diverse, dette vitigni che producono altrettante varietà di uve e quindi vini diversi.

L’ampelografia (dal greco ἂμπελος (ampelos)= vite + γραφὶα (grafia)= descrizione) è la disciplina che studia, identifica e classifica le varietà dei vitigni attraverso la descrizione delle caratteristiche dei vari organi della pianta nel corso delle diverse fasi di crescita. La terminologia e le modalità di impiego sono stabilite a livello internazionale.

L’uva è il frutto della vite o, meglio, una infruttescenza, cioè un raggruppamento di frutti, detto grappolo. Il grappolo è composto da un graspo (o “raspo”), e da numerosi acini (detti anche chicchi, o più propriamente bacche), di piccola taglia e di colore chiaro (verde-giallastro, giallo, giallo dorato) nel caso dell’uva bianca, o di colore scuro (rosa, viola o violetto bluastro) nel caso dell’uva nera.

Il raspo, o rachide, è l’asse centrale del grappolo, ramificato in racimoli e quindi in pedicelli, che portano i fiori ed in seguito i frutti, gli acini.

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Uva

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_delle_uve_nel_mondo

 

http://consulenzaenologica.wordpress.com/2011/06/17/elenco-di-varieta-di-uve-nel-mondo-enologo/

 

Il vino

Si calcola che nel mondo esistano oltre 10.000 tipi di vitigni coltivati su 8 milioni di ettari di terreni. Potenzialmente rappresentano altrettanti vini diversi.

In generale le tipologie di vino si possono dividere in vini rossi, vini bianchi, vini rosati, spumanti, vini novelli, vini passiti e vini liquorosi.

 

http://www.benessere.com/alimentazione/alimenti/tipi_vino.htm

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Vino

 

 

I link per i professionisti

 

http://www.associazionemiva.com/default.asp?iID=LGEGM&item=LGILG#LGILG

La vinificazione

 

La vinificazione è il processo biochimico di trasformazione dell’uva in vino.
Esistono diversi tipi di vinificazione. I due principali sono la vinificazione in rosso e la vinificazione in bianco.
Le fasi fondamentali della vinificazione sono:

01fermentazioneillipidimentoimbottigliamentomacerazionepignaturaspillatura

Per saperne di più

http://www.ing.unisannio.it/linkp12/vinificazione.htm#vinificazioneinbianco

http://it.wikipedia.org/wiki/Vinificazione

http://www.berevino.com/le-fasi-della-vinificazione

 

I link per i professionisti

 

http://www.associazionemiva.com/default.asp?iID=LGEGM&item=LGILG#LGILG

Il vino nel mondo

Il consumo del vino nel mondo è in crescita.

281 milioni di ettolitri

il vino prodotto nel mondo nel 2013

i primi 10 paesi produttori di vino producono l’85% della rproduzione mondiale

 

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I primi paesi importatori di vino

 

L’Italia si conferma primo paese europeo come importazioni di Vino in US, con un fatturato di 462 Mio Euro (+4,6%)

paesi

Fonte:

 

Il Vino nel Mondo

Uno sguardo ai dati di mercato

 

Giancarlo Gramatica

Client Service Director

 

Vinitaly_ Verona_ 7 Aprile 2014

 

Pubblicato su www.vinitaly.com/areaStampa/studiRicerche